Arcangelo Jeremiel
B108 – Gradazione media di Turchese/ Gradazione media di Oliva
Nata - 14 Dicembre 2010 12:04 ora del Regno Unito
La connessione con Vicky Wall.
Deborah, la Regina Guerriera e la Dea delle Api
Jeremiel ha previdenza sulle api
Jeremiel è uno degli Arcangeli che è stato imputato quale fonte in molti dei testi ebraici. Si dice
che Jeremiel condusse Baruc (uno degli scrittori di primi testi giudaici) in un viaggio nei molti
livelli o stadi del Paradiso. Jeremiel è anche visto come un accompagnatore, o compagno, nella
transizione da uno stato ad un altro. Quando l’anima sale al cielo dopo l’ultima esalazione,
Jeremiel è quello che supervisiona la transizione, durante la quale l’Angelo Custode e gli altri
angeli sono presenti, per portare serenità e grazia alla situazione.
La cura nel lasciare andare.

Caro/a…..,

Jeremiel è anche un angelo che è stato associato alle religioni pagane e al senso del culto antico. Questa è un’attribuzione peculiare da aversi per un Arcangelo - l’opera della dea e il lavoro con le antiche energie della Terra e con la sacralità della Terra. Il Turchese e l’Oliva si trovano ad entrambi i lati dello Smeraldo del Cuore.

Pensiamo pure di Jeremiel come ad uno degli Arcangeli con la visione più chiara che è stato chiamato ‘gli occhi di Dio’. La chiarezza di percezione è uno dei doni di Jeremiel: la percezione divina o colui che vede.

Quando osserviamo la gradazione media di Turchese, che si trova tra il turchese chiaro e la tonalità del turchese, siamo nella “comunicazione creativa del cuore” intensificata, nella forma di comunicazione dei media, così come nella comunicazione che raggiunge altri livelli dell’essere. In particolare egli è d’aiuto nel supportare quelli che sono nel percorso di individuazione, il viaggio verso il sé. Quando siamo nel viaggio, vi sono momenti in cui possiamo incontrare quello che si trova nella gradazione di mezzo tra il verde oliva chiaro e la tonalità dell’oliva, che è il colore di base della bottiglia di Jeremiel. È l’amarezza di cui si è parlato tanto negli ultimi anni che può divenire un dono, una volta che viene scartato, per rivelare la possibilità di una nuova verità, un nuovo senso di speranza che può emergere. Offre un senso di come l’oliva chiaro sia se ci connettiamo con esso e lo affrontiamo direttamente: accettare l’amarezza per penetrare le delusioni del passato, il senso di tradimento, del non essere nella giusta relazione con noi stessi e del modo in cui crediamo di essere stati con noi stessi a questo punto nel nostro viaggio. Allora, trovandosi di fronte una nuova aurora, una nuova speranza, una nuova possibilità inizia a sopraggiungere, una rinascita nel viaggio di individuazione che porta con sé la sincronicità e l’essere nel posto giusto al momento giusto, facendo la cosa giusta.

Vi è una promessa di restaurazione della speranza che l’accompagna, che è espressamente associata all’oliva. È un senso di chiarificazione nei giudizi che formiamo. Pensiamo pure al giudizio come ad una attribuzione particolarmente attinente all’oro. Vi è un giudizio in relazione a noi stessi che ha bisogno di essere sospeso, ma anche una chiarezza di valutazione rispetto alla discriminazione, alla verità e a come il matrimonio dell’amore e della verità si incontrino per creare una situazione molto differente. Jeremiel ha molto a che vedere con la speranza attraverso il giudizio chiaro. Se osserviamo indietro nel tempo, vi sono lezioni che possiamo acquisire da ciò che è accaduto nel passato e, se queste lezioni vengono apprezzate nel giusto contesto, allora possono offrire un senso di speranza. L’energia di Jeremiel ha molto a che vedere con le lezioni del passato che vengono ri-valutate per trasmettere un senso di speranza.


La speranza di Israele in questo momento nel tempo è basata su una fedeltà nell’unico Dio o nel vero Dio, il Padre/Madre Dio, l’Architetto di tutto ciò che è. Jeremiel è simile allo stesso trasmettitore di fedeltà, di vera fede nella fonte: per sviluppare una consapevolezza della vita spirituale, un proposito spirituale, per trascendere le limitazioni del tempo per poter determinare la nostra rinascita spirituale.

“Nell’anno 587 AC vi fu un’eliminazione di due situazioni specifiche: il tempio e la destituzione della linea di discendenza di Davide in relazione al regno. Questi eventi si presentarono come una rassicurazione simbolica dell’elezione del Dio di Israele. La perdita della guerra fu molto più grande della perdita del prestigio nazionale e lasciò in dubbio l’intera comprensione della speciale relazione di Israele con Dio. Quello che era accaduto era una totale revisione e un ripensamento della comprensione di Israele come popolo di Dio”. Se pensiamo a Jeremiel quale parte di tale rivalutazione, allora questo ci offre un altro insight nella sua attività in relazione ad un disegno più grande.

Profezie del verbo divino, il logos, specialmente con la speranza e lo sviluppo della speranza che, in tempi di difficoltà, in periodi di avversità o crisi possono essere l’antidoto alla disperazione umana.

L’Arcangelo Jeremiel ha anche a che vedere con la purificazione del dogma; la vera fede è l’energia e il contesto attraverso i quali l’attività di Jeremiel giunge in essere. La fede profetica basata sulla realtà della libertà umana – le totali conseguenze delle scelte umane, sia che ascoltiamo o meno quello che ci viene detto in relazione alla valutazione preventiva di quello che può o meno avvenire. Jeremiel è la voce che ci parla nel silenzio, o dal silenzio, che offre l’opportunità di toccare il cuore e l’essere ad un più profondo livello nel sé.

Vi è una sensazione che Jeremiel riguardi l’assumersi la responsabilità, l’assumersi la capacità di rispondere anche se, in noi stessi, non ci sentiamo pronti, e giungere quindi ad una comprensione o insight in noi riguardo a quello che abbiamo compreso. Forse, allora, ne conseguirà una maggiore responsabilità.

La distorsione nella religione, non un sistema di credenze, dovuta ad una falsificazione che può essere espressa più naturalmente in altri modi. Un esempio di falsificazione, come il sovvertimento della sessualità e del come essa corrompa “gli affari religiosi”, è stato evidenziato all’interno della Chiesa Cattolica attraverso le rivelazioni che negli anni recenti sono venute alla luce. Questo è anche parte di quello che ha a che vedere con Jeremiel: l’uso improprio dell’energia nel contesto della sovversione. Ora egli/ella è in grado di portare alla luce cose che prima non lo erano state.

Jeremiel è uno dei sette di quelli che sono chiamati gli ‘arcangeli principali’ in relazione a certi testi ebraici. Egli/Ella è noto/a come un Arcangelo che ci aiuterebbe nelle visioni di natura profetica per essere in grado di avere una consapevolezza di quello che accadrà al fine di valutare nuovamente le circostanze che sono nel processo di cambiamento, essere in grado di intraprendere una revisione e riconsiderare quello che è avvenuto, e giungere ad una chiarezza di prospettiva basata su un insight più profondo, che emerge dall’interno della situazione in cui veniamo a trovarci.

Jeremiel è un Arcangelo che offre una grande comprensione, un profondo senso di intuizione. Egli/Essa ci aiuta nel realizzare l’oro in noi e ad essere in grado di raffinare quello che si trova sotto all’oliva per potervi trovare la fonte quale parte della miscela per guidarci verso la trasmutazione dell’oro interiore; per lasciare andare il passato con una prospettiva amorevole e tenera che ci permette di affrontare i cambiamenti e gli obiettivi che sono remunerativi.

Assistere nel promuovere quella che possiamo chiamare la chiaroveggenza, sia nel nostro stato di veglia cosciente sia nella nostra vita onirica, è parte del modo in cui funziona il senso profetico di Jeremiel. Una consapevolezza di chiarezza dell’essere: per riacquistare l’entusiasmo e la fiducia dopo che vi è stato un senso di perdita d’identità.

Un incontro con Jeremiel cambia la nostra percezione della visione delle nostre vite in modo che i pensieri e le sensazioni che sono stati intrappolati o coinvolti, divengano chiari per permetterci di vedere le situazioni e le circostanze della nostra vita da una prospettiva differente, da un diverso grado di chiarezza.

Egli/Essa è visto/a come essere in relazione con la B20, il Bambino delle Stelle, e con la B98, Sandalphon, in virtù della sua relazione con il sentiero che viene chiamato il Giudizio Universale. Egli sta osservando le anime che stanno facendo la loro comparsa alla fine del tempo, quando i nostri schemi karmici positivi o difficoltosi vengono rivelati e, all’interno del sé, inizia ad affiorare la risurrezione di una diversa possibilità di consapevolezza.

Nell’Amore e nella Luce
Mike Booth

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